Flebo o Flebocisti

wp_5134208   gennaio 6, 2017   Commenti disabilitati su Flebo o Flebocisti

La flebo o terapia endovenosa consiste nella infusione di sostanze liquide direttamente in una vena e viene eseguita sia a domicilio che in ospedale. Si tratta di un dispositivo medico per la somministrazione di medicinali o altro come ad esempio sostanze per idratare e/o nutrire, costituito da un flacone, un deflussore e un ago collegati tra di loro.  Il termine “per via endovenosa” fa proprio riferimento all’ ago posizionato all’interno della vena.

Molti sistemi di terapia endovenosa prevedono la somministrazione di una soluzione o del farmaco attraverso una camera di gocciolamento, che impedisce all’aria di entrare nel flusso sanguigno (fatto questo che potrebbe provocare un embolo gassoso), e permette inoltre una stima del flusso di liquidi (normalmente misurato in ml/ora).

La flebo,specialmente quella eseguita a domicilio, dev’essere effettuata in modo molto lento, cosi da non provocare  sbalzi pressori all’interno del vaso sanguigno. Le soluzioni che si iniettano devono essere apirogene e isotoniche con il sangue. Di conseguenza, non dovranno essere né ipotoniche (causerebbero emolisi dei globuli rossi), né ipertoniche (causerebbero la formazione di aggregati di globuli rossi, quindi possibili trombi); inoltre non devono presentare sostanze che inducano la precipitazione dei componenti del sangue e non devono essere composte da solventi oleosi (però sono ammesse le emulsioni olio in acqua).

Quando si somministra un farmaco per via endovenosa va scelta la modalità di infusione: infusione continua, bolo o infusione intermittente.

L’infusione continua consente di mantenere il dosaggio costante nel sangue; è importante tenere sotto controllo la velocità di infusione. La scelta della velocità dipende dalle caratteristiche dei principi attivi, dalle caratteristiche del paziente, dalle condizioni del sito di somministrazione e dal calibro dell’accesso venoso inoltre consente di mantenere un dosaggio terapeutico costante nel sangue. I farmaci sono diluiti in grandi volumi da 500 a 1.000 ml di soluzione salina isotonica o di soluzione glucosata al 5%.

Un’altra modalità di somministrazione dei farmaci prevede invece il bolo endovenoso (o push), che prevede l’introduzione di una dose concentrata di farmaco direttamente nella circolazione sistemica. Si tratta di una modalità potenzialmente pericolosa perché può provocare irritazione diretta alla parete interna dei vasi sanguigni e, in caso di errore, il tempo e le possibilità di intervenire sono molto ridotte. I farmaci non somministrabili in bolo sono diluiti in volumi di piccole quantità da 50 a 100 ml di soluzioni isotoniche e somministrati con l’infusione intermittente.

La velocità di infusione delle soluzioni somministrate per flebo dipende da diversi fattori tra cui:

  • l’osmolarità: le soluzioni ipertoniche vanno infuse lentamente per il loro effetto di richiamo di liquidinello spazio intravascolare;
  • i principi attivi (per esempio chemioterapici, antibiotici, amine, eparina) o elettroliti (come il potassio)contenuti nella soluzione che necessitano di un controllo attento della velocità con pompa d’infusione;
  • le condizioni del paziente: le persone anziane, cardiopatiche e nefropatiche rischiano il sovraccarico percui la velocità di infusione deve essere ridotta e controllata scrupolosamente;
  • il calibro dell’accesso venoso;
  • le condizioni del sito;
  • il volume complessivo di soluzione da infondere.

Se il farmaco da somministrare è irritante, è possibile rallentarne l’infusione, prevedendo la sua somministrazione per un periodo più lungo e aumentando in questo modo il tempo per l’emodiluizione. Un’infusione rapida aumenta il rischio di flebite, in quanto riduce il tempo dell’emodiluizione e consente alla soluzione molto concentrata (ipertonica) di venire a contatto con la tunica intima della vena.

Rispetto ad altre vie di somministrazione, la flebo è il modo più veloce per distribuire fluidi e farmaci in tutto il corpo.

Gli aspetti negativi della flebo sono:

  • possibilità di formazione di emboli;
  • possibilità di riscontrare infezioni batteriche e virali;
  • possibilità di induzione di bradicardia, ipotensione e svenimento.

Eseguo le flebo solamente a domicilio.